Vita e lavori
Giacomo Costa è un artista italiano nato nel 1970 a Firenze.
E’ conosciuto per le sue opere che incorporano tecnologie digitali all’interno di lavori fotografici.
Egli studia violino fino ai 14 anni, ma lascia le scuole superiori nel 1986 per dedicarsi alla sua passione per il motocross, lavorando come meccanico, e successivamente all’alpinismo, lasciando Firenze dopo aver finito gli studi in esterna.

E sarà proprio la sua passione per l’alpinismo e le montagne che lo porteranno a sviluppare la sua passione per la fotografia.
Tra i suoi primi lavori infatti, troviamo foto di montagne, in particolare del Monte Bianco.
Tornato a Firenze, inizia a sperimentare con una serie di autoritratti, anche grazie ai consigli del fotografo spagnolo Richard Nieto sull’utilizzo della luce, dando un aspetto pennellato ai soggetti delle foto. Con questa tecnica realizza foto commerciali per alcune band e la serie Frammenti
Sarà però l’incontro con la critica d’arte Maria Luisa Frisa e l’invito al lavorare alla mostra “Equinozio d’Autunno” al Castello di Rivara nel 1994, oltre che il suo interesse per la sperimentazione, ciò che lo farà allontanare dal mondo della fotografia commerciale per spingersi definitivamente verso il mondo dell’arte.
Nel 1995 inizia una collaborazione con Marsilio Margiacchi, gallerista di Arezzo, e realizza una serie di autoritratti con Polaroid manipolate con la quale parteciperà all’ Arte Fiera di Bologna e ad un’esibizione al Trevi Flash Art Museum l’anno successivo.

Nel 1996 realizza la serie Paesaggi, tra i suoi primissimi lavori al computer, che verranno esposti all’Arte Fiera di Bologna l’anno successivo.
La serie è caratterizzata da varie foto di un ambiente cittadino modificate per includere la presenza di giganteschi monoliti che catturano immediatamente l’attenzione dello spettatore, il tutto avente un aspetto abbandonato e angosciante.
Paesaggi verrà successivamente esposta anche ad un solo show nella Galleria di Marsilio Margiacchi, ad Arezzo.
Nello stesso anno Costa incontra il critico d’arte Demetrio Paparoni che lo inviterà ad esporre permanentemente un’altra sua opera, un Agglomerato, nella Galleria Civica di Arte Contemporanea di Siracusa. Inizierà anche a lavorare poi come soccorritore, sia sulle piste da sci che di ambulanza, e nel 1999 all’autodromo del Mugello, per poi diventare un membro dell’Humanitas Firenze-Isolotto nel 2002.
Verrà poi invitato alla Galleria Photology da Davide Faccioli, nella mostra Cyberealismo. Visto il successo ottenuto nelle collettive di Milano e Londra, Photology decide di iniziare a lavorare con Costa, promuovendolo sia in italia che all’estero. In questo modo egli presenta la sua prima mostra personale a Londra e viene invitato alla quadriennale di Roma e alla Biennale della Fotografia di Torino.

Dopo il successo alla Chicago Art Fair, ottiene la possibilità di avere due one-man shows nel 1999, uno alla Galleria No Code di Bologna, e il secondo alla Arthur Roger Gallery di New Orleans. In quest’ultima vennero esposti gli Orizzonti, dei quali due vennero esposti in seguito nel New Orleans Museum e uno nell’Houston Museum. Orizzonti venne presentata anche ad un One-Man show a Milano e alla Lawrence Miller Gallery a New York.
Nel 2000, dopo essersi riappassionato al mondo delle moto, viene invitato allo show Photography Now all’Arts Center di New Orleans, anche grazie al successo del suo solo show di Photology a Chicago, e parteciperà al Cairo Art Prize l’anno successivo.
Nel 2002 inizia una collaborazione con il gallerista Sergio Tossi per lo show Megàlopòlis, e nel 2003 ne inizierà un’altra con la galleria Guidi&Schoen per lo show City(end)scapes, galleria con la quale continuerà in futuro a lavorare. Viene invitato nel 2004 alla preview del XIV Quadriennale di Torino, e nel 2005 a due show, di cui uno alla Galleria Civica di Arte contemporanea di Ciampino e l’altro al Quarter a Firenze, dove presenta un’istallazione di tre video.

Viene invitato alla prima edizione del Premio Fabbri nello stesso anno, e vince il concorso Pagine Bianche d’autore per la Toscana. L’anno successivo continua la collaborazione con Guidi&Schoen, dove presenta la mostra Atti Metropolitani, e con un’ulteriore mostra, Cyber-Cities, inizierà una collaborazione con la Galleria Clairefontaine con la quale continuerà a lavorare in futuro. La sua opera Agglomerato 9 diventa un pezzo nella collezione permanente del Centre Pompidou, a Parigi.
Per quanto riguarda la sua vita più privata, nel 2007 inizia a restaurare una barca a vela che chiamerà Marlin, e si appassiona alla navigazione, passando così il suo tempo libero. Inizia anche ad interessarsi al giardinaggio nel 2010, diventandone ossessionato.

Nel 2009 viene pubblicato il libro The Chronicles of Time, che descrive il lungo studio e processo di creazione dietro lo sviluppo artistico di Costa.
Nello stesso anno viene invitato alla 53esima Biennale dell’Arte di Venezia, al Foto Art Festival a Bielsko-Balia in Polonia, e l’anno successivo realizzerà il sipario e i fondali per Le Bugie con le Gambe Lunghe, commedia di De Filippo.
Inizia nel 2010 una terza collaborazione con la Dominik Mersch Gallery di Sidney, e nel 2012 ne inizierà una quarta con la Galleria Clairefontaine, presentando la serie Landscapes. Dal 2011 al 2014 continuerà a girare il mondo partecipando a numerosi eventi, come alla Voss Galerie di Düsseldorf o all’ Hangaram Art Museum di Seoul, dove partecipa alla mostra Imagine Earth. Uno degli Atti, il 9, entra nella collezione permanente del Museo Pecci di Prato, ma fu esposta temporaneamente, e inaugura Private Garden, una mostra, durante il festival di Spiritualità di Torino.
